mercoledì, settembre 21, 2016

Radici

Senza più le tue care radici

Senza dover rendere conto
Ne' condividere

Senza critiche
Ma senza congratulazioni

Senza vessazioni e aspettative
Ma senza preziosi consigli

Senza cari da curare
Ma senza cari che ti curino

Sei diventata forte
Ma sei diventata scettica

Sei diventata grande in fretta
Senza averlo voluto

Anche il tuo futuro ora
Rivorrebbe le sue radici



martedì, gennaio 13, 2015

Pendio scosceso

Pendio scosceso

Il tuo dorso

Bello

Sinuoso

Qui mi hai lasciato

E qui starò ancora

Ancora un bel po'

Anche se queste cime ora sono bianche

Senza vita

Non più ospitali

Ma ci sarà un tempo per rincasare

Per guardarle da lontano

Da una finestra 

In pace






venerdì, gennaio 02, 2015

Genova

Orgogliosa ed isolante,

Corrucciata ed opacizzante

È la sua polvere.

Polvere radicata.

Polvere deliberata.

Che deliberatamente seleziona.

Vado a Genova ma non domani:

La desidero ancora un po'.

Nel mentre non la ritrarrò

Perché non gradirebbe.










mercoledì, luglio 02, 2014

Tutto a metà prezzo 4

Aspettattive neanche troppo velate
Ti si palesano infatti in volto.

Sguardi neanche troppo fugaci alle novità
Solleticano la tua curiosità.

Non è certo prioritario ora per te
Rispettare me.

Rispettare te.

Perché ancora
Questi grandi slanci verbali...

Che grado di dignità hanno
Questi grandi slanci verbali...

Avresti potuto comportarti male
Anche senza questi grandi slanci verbali.


sabato, marzo 29, 2014

Ottimismo e rock

Strade senza illuminazione
Perché tanto so dove andare

Animale senza microchip
Perché tanto torna sempre

Casa senza antifurto
Perché tanto sono più pericoloso io

Fornelli senza sicura
Perché tanto al massimo riscaldiamo un attimo l'ambiente

lunedì, luglio 29, 2013

Anche se c'è il rincaro petrolio 2

Quintessenze cagionevoli

Abiti apoplettici

Ma autofioriture lungimiranti

venerdì, gennaio 11, 2013

Ferie non pagate

Clausola per chi è cangiante

Niente di nuovo per chi fugge

Salto nel buio per chi crede

Spalle larghe per chi non vuole morire

Fine pioggerella per chi ama

giovedì, maggio 10, 2012

Nostalgie

Sprovvista di anima

Colma di nebbia

Ricordi

mercoledì, aprile 06, 2011

Sorprese antiche

Sorprese antiche

Gusti letargici

Liquori superstiti

domenica, marzo 06, 2011

mercoledì, ottobre 28, 2009

! 12

Il discorso sull'asino illuminato, per pleonastico che sia, sussiste e sussisterà ancora per molto. Vivrà anzi un andamento iperbolico. Ed è un bene. E' che, venendo meno in certe circostanze la mutuabilità polifunzionale dello pseudoriconoscimento personale retroattivo, si rischia di tergiversare su inutili e catartiche peregrinazioni psicoattitudinali. D'altra parte, dove non c'è sinergia volontaria, c'è quel famoso "babau" di cui alcuni saggiamente nonché forse laconicamente talvolta accennano. Si dà il caso infatti che la materia trattata sia più machiavellica di quanto noi oggi possiamo pensare. Per quanto testé messo in dubbio, noi, nell'eventualità di un nuovo, quanto latente, modus vivendi di circostanza, sapremmo carpire tutti i "si" del caso con la consapevolezza che ci sia lungimiranza e assoluta pragmaticità. Asserire "Il pesce non sa cosa sia l'acqua" non è affatto controproducente, ma occorre forse anche rendersi partecipi del nuovo livello catatonico-catalettico della diffusione mediatica dell'asino illuminato, una diffusione onnipresente, alquanto dinocolata, spesso disinteressata, mai esaustiva, fondamentalmente cinica, ipercinetica, e di cui sicuramente (per ovvie ragioni) non sono procrastinabili le innumerevoli problematiche annesse e connesse.

mercoledì, maggio 27, 2009

Novità

Strabiliante armonia

Vaga e instabile

Incendiaria e molesta

Miope e qualunquista

mercoledì, maggio 20, 2009

Ora che potrai ridere

Addio cara amica

Ora che sai che potrai ridere
Anche senza di me

Con un altro lui
Più visibile e lucente,

Ora che sai che ti potrai ritrovare
In regali, gite domenicali
E mille telefonate,

Quelli che non t'ho mai fatto avere io
Solo perché davo loro troppo peso
Ed ero geloso dei miei piccoli grandi gesti.

Addio cara amica.

giovedì, marzo 05, 2009

Tutto a metà prezzo 3

Dopo che di quella canzone
Canti improvvisamente il testo
Prima mai notato,

Dopo che unisci tutti i punti della figura
Scoprendo finalmente che animale sia

Puoi iniziare a capire.

E se sei un duro, a reagire.

Se sei bravo puoi contrattare il tuo prezzo
Affisso sul chiaro "Vendesi" in volto.

Se non sei bravo crescerà sul tuo capo
Giorno dopo giorno
Uno sgargiante fiocco.
Perché sarai un bel regalo.

Tutto a metà prezzo 2

Vendesi a metà prezzo
Coloro che sognano,
Gli imprenditori di fantasia.

Tutto a metà prezzo

Ombre,

Reticenze,

Per svelare noia

E fugaci sguardi alle alternative.

Sarà abbastanza un cuore per due?

Urticante

Urticante

La magia

Di sopravvivere

99%

Per una strada lunga
Ma non condivisa

Per una nave grande
Ma senza passeggeri

La vera fortuna è ambire
Più che avere?

martedì, marzo 03, 2009

Slanci, amore, inchini 3

Un bel teatro

Colmo d'oro e classe.

Si respira arte in ogni suo angolo,

E' impregnato di lacrime, sensibilità, melodie.

Come può avermi ospitato!

M'inchino io a lui.

Io che allora avevo lo sguardo basso
E lo vedevo per metà.
Io ottuso
E incurante.

Slanci, amore, inchini 2

Bevevo dal tuo sonno

Rimiravo la tua fiducia

Ascoltavo il tuo tepore

M'immergevo nella tua tenacia

giovedì, febbraio 26, 2009

Slanci, amore, inchini

Questa può essere la sola tua occupazione:
Tradirti in ogni istante e trasudare limpidezza.

E nel tempo libero parlare con i fiori,
Elargire sorrisi,
Pensare al tuo piccolo grande eroe.

Portami lontano.
Dove c'è il tuo piccolo lago.
Dove c'è aria tersa e onestà.
Ho ancora bisogno della tua pelle bianca
Sensibile e facilmente irritabile.
Senza trucco.

mercoledì, febbraio 13, 2008

Slanci, amore, inchini 4

Non ci ameremo più.
Sarà tutto più semplice,
vedrai.

Non mi chiederai più
dove sono stato
e io non mi lamenterò più
del tuo ritardo cronico.

Sarà tutto più semplice.
Sarà tutto più pratico.

Ci ameremo solo nell'aria,
per ciò che è stato
e per ciò che è stato perso.

Sarà tutto più semplice.
Sarà tutto più bianco.

Ci ameremo riguardando una foto
o ricordando un difetto dell'altro.
Un difetto ora dolce. Dolcissimo.

Ci ameremo ripercorrendo un sentiero
o rivedendo quel cameriere buffo.
Ma che ora farà piangere.

Sarà tutto più semplice.
Sarà tutto più insipido.

Tutto sbagliato.

lunedì, settembre 03, 2007

La mia città

Cric cric crac

Zic zic zac

Zang tumb tumb

Flic flic floc

Plin plin plin

Gnec gnec gnec

Tim tim tam

Plot plot plot

1000 Watt

Compiti di sviluppo

Pulsioni e risvegli

Gesti

Cuore

Le sedie di Nova Siri

Noia saggia
grigia al punto giusto,
anticamera della coscienza,
potenza allo stato brado.

Mi rincorrevi insolente
e io non capivo.

Noia adulta
che non teme sè stessa,
felice di essere
del colore del fumo.
Indipendente, responsabile.

Aspettami ora, ti prego.

sabato, settembre 01, 2007

Anche se c'è il rincaro petrolio

Un altro canale.
Un altro spazio.
Ispirato. Convinto.

Non senza problemi,
ma problemi meritati.
Con un orizzonte potenzialmente infinito,
anche se c'è il rincaro petrolio.

Con quel calore
che saprebbe uccidere.
Che osa e rischia,
senza neanche accorgersene.

mercoledì, giugno 06, 2007

L'arte è ovunque

Arte e vita finiscono per coincidere. L'arte è sempre la vita, ma guardata sotto un altro aspetto, quello "suggestivo" o se vogliamo, simbolico. C'è arte anche nel modo che ha una persona di camminare o parlare. Semplicemente, un quadro, rispetto al modo di camminare, è arte esplicitata, arte conscia, "arte per arte" anziché "arte nella vita". Ma non c'è discriminazione quantitativa fra l'uno e l'altro tipo: l'"arte per arte" è solo più immediata e fatta propriamente per essere fruita, ma un soggetto umano potrebbe in teoria affascinare e trasmettere messaggi artistici più interessanti con il suo modo di vivere, rispetto per esempio alle opere di uno scultore professionista.

! 11

Lo zenzero e la carpa ballerina, due armigeri ma soprattutto due cistifellee. Taranto se ne è accorta subito, e così pure gli alveari. Questi ultimi, frane e filantropia a parte, devono la loro perspicacia a Giovanni Cutolo, noto ai più per il suo proverbiale tachimetro mistico. Ma soltanto 20-25 anni fa la situazione era completamente diversa: il pollame non era altro che una scacchiera imperscrutabile, fra mille idee e altrettante elucubrazioni. Per non parlare poi degli anni ’60, dove ogni innovazione era zigrinata da cima a fondo. Ma l’importante è ciò che ci è restato in eredità oggi, cioè api regine a rotta di collo, e qualche sax in lattice firmato da quel gran geniaccio di Zio Tibia.

Scherzare domani

Rubami una fiaba.
E sarà facile scherzare.

Dall'immaginario al nulla

Produzione di senso,
Interpretazione,
E invenzione poetica,
Coincidono in toto
E si risolvono nello scambio dell’immaginario con il nulla.

! 10 (Oroscopo pazzesco)

OROSCOPO:- Ariete: domani incontri Bob Dylan e ti dice che è dal '73 che è innamorato di Raffaella Carrà.- Toro: il lavoro che fai non ti piace. Allora ti proponi come disegnatore di lumini funebri a Verbania.- Gemelli: hai un alluce eptagonale.- Pesceratto: t'innamori follemente dell'alluce di quelli del Gemelli.- Cancro: hai un alluce a forma di omogeneizzato Plasmon.- Leone: domani ti iscrivi alla CGIL ma poi subito dopo ti penti e allora imbratti di scritte sataniche tutti i suoi muri.- Vergine: hai l'alluce a forma di lumino funebre.- Bilancia: da quando Alvaro Vitali non ti fa più gli squilli sul telefonino, sei caduto in depressione. Per distrarti un po', vendi tubetti di Gentalin Beta (usati) per strada. - Scorpione: domani con una fionda potentissima vinta alla fiera, spacchi di proposito i vetri della tua macchina e poi vai in centro a bullarti della sua potenza mostrando con orgoglio il danno inferto.- Sagittario: hai un alluce radioattivo. In paese la gente comincia a preoccuparsi; il panico generale è alle porte.- Capricorno: quelli del Toro ti ingaggiano come rappresentante di lumini. Funebri e non. (Ma tu vai forte su quelli funebri.)- Acquario: il tuo alluce non passerà la revisione 2006.- Pesci: domani decidi di dare una svolta alla tua vita e vai ad abitare in Guinea Bissau. Dopo poco scopri con ovvio stupore che il tuo vicino di casa è Drupi. Lui è lì dal '91 e si lamenta spesso perchè il governo locale non ha ancora legalizzato il Gentalin Beta. Torni a Scandolara Ravara (CR) e più che abbacchiato.- Gallina: il tuo alluce è entrato nella Mafia e punta ai massimi vertici.

Nuovo

E' lui il segreto...
Ammalia,
Spodesta,
Combina,
Pervade,
Invade.

Impareggiabili i suoi gemiti.
Come quelli dell'attesa
O di un fiore d'arancio.
Come un regalo ancora da scartare
O il futuro.

Ha colori smaglianti
E sa cantare come le sirene.
Calda è la sua voce,
Ipnotici i suoi movimenti.
Giullare di una corte immaginaria,
Denso di aspettative
E di domani migliori.

Ma non è che un’esigenza.
Una mera esigenza.
Per sperare.
Per “vivere intanto che”.

Miele

Danzavamo imperterriti sotto una nube ostile,
Giocavamo invadenti in barba alle calamità,
Innesto gracile di un perchè troppo ramificato.
Fu il ladro a consigliarci.
Fu la vipera a spronarci.
Era un momento ma non un mentre:
Tremante come una soluzione repentina,
Suadente come il rischio o la notte.
Eravamo "noi" senza un "sai",
quando tutto sapeva di miele:
Dolce,
Prezioso,
Denso,
Estremamente lucido.

Genova 2

Genova inquieta,
Genova torbida,

Con un pregio e cento difetti,
Uno più incantevole dell'altro.

Genova inaffidabile.
Genova onesta.

! 9 (Dialogo pazzesco)

GINO: Ciao Tom!
TOM: Eilà Gino!
GINO: Come stai?
TOM: Mah, non mi lamento. Senti: ma tu andresti a rubare a chi non ha la porta blindata?
GINO: Mmm, fammi pensare.... Si! Andrei. Ma solo se davanti alla sua porta trovassi un ragno catodico.
TOM: Ah, non c'avevo pensato. Bravo. Senti: ti interessa il mio citofono al GPL? Ti faccio un buon prezzo. Poi insieme al citofono ti do anche un tubetto di Gentalin Beta usato male. Che ne dici Gino?
GINO: Ci penso.
TOM: Ok.
GINO: Senti: ma il ragno che vorresti vedere sulla porta dell'eventuale vittima, dovrebbe essere revisionato 2006?
TOM: Non necessariamente. Comunque tu pensaci per il citofono.
GINO: Ok. Senti: io di ragni catodici ne ho 7. Tu come sei messo a ragni?
TOM: Ne ho uno e lo affido spesso e volentieri a Giancarlo Magalli. Lui me lo fa ridere un po' alla mattina.
GINO: Ah, interessante. Quanto vuole all'ora?
G.MAGALLI: In realtà il tuo ragno, caro Tom, è catodico fino a un certo punto. Un 15% di catodicità gli mancherà sempre... Per esempio, non saprebbe mai scendere da uno scivolo del Caneva.
TOM: Concordo. GPL in the sky with diamonds?
GINO: Tutti a Rovaniemi a trovare Babbo Natale!
G.MAGALLI: Senti Tom: a me interessa il tubetto di Gentalin Beta usato male ma non il citofono...
TOM: Ho capito. Parla con la mia porta blindata, che nel week-end è foriera di consigli.
T.RENIS: Babbo Natale è il primo punk.
TOM: Il problema dei citofoni al GPL è che attirano i testimoni di Geova.
G.MAGALLI: Di che anno è il tuo Gentalin Beta Tom?
TOM: 1861. Però gli ho rifatto freni e frizione.
T.RENIS: Rita Levi Montalcini ha una cantina piena di salami e cotechini di prima scelta. Gli consiglierò la tua porta blindata Tom. Di che marca è?
TOM: Nokia.
G.MAGALLI: Io per far ridere i ragni catodici non voglio niente. Mentre quando vado a farmi investire dai camosci sull'Adamello chiedo 9 Euro all'ora.
TOM: Nokia.
T.RENIS: Babbo Natale è la copertura di Lennon. Lennon nell''80 ha inscenato una morte fittizia. Prima dell''80 invece Babbo Natale era impersonato da Galeazzo Ciano.
TOM: Nokia.
G.MAGALLI: Platinette non è foriera di consigli. Meglio di gran lunga la mia porta blindata.
TOM: Nokia.
GINO: A Rovaniemi al posto del Gentalin Beta usano la carta carbone. Vi fa niente ragazzi?
G.MAGALLI: Io l'ho sempre usata al posto del Gentalin. La uso anche per soffiarmi il naso, così duplico il muco e imbarazzo i clienti indesiderati.
TOM: Nokia.
GINO: Ragazzi cosa fate nel tempo libero?
G.MAGALLI: Io inalo il GPL dei citofoni sugli scivoli del Caneva. Per ora così mi trovo bene e tra l'altro prendo anche una sovvenzione statale.
TOM: Nokia.

! 8 (Poesia pazzesca)

Suoni infestati di ghiaccio,
bilance tramandate a un carpaccio...

Sgabelli prendono a calci il futuro,
sciabole si vendono al muro...

Dov'è il caglio che un tempo mi percosse,
quello che sapeva spennare le mie mosse???

Fungo del buio che sembri un re,
ascolta la perizia che sa cosa c'è....

E quando peserai il giovedi
allora inciamperò e dirò si.

! 7

Un problema in effetti c’è: la bioetica stenta a guadare i ravioli. E non è un problema da poco, anche perché è fuxia. In più ci sono lattine di grattacieli ovunque, shampoo di cartapecora, e dulcis in fundo fognature pralinate che vogliono volare a tutti i costi. Ma la bioetica non si arrende di certo, allora continua a domandarsi chi sarà il più riottoso fra gli aghi, cosa che fa inevitabilmente inviperire tutti i prosciutti della centrale idroelettrica. Ma c’è di più: un suo amico, discendente diretto degli smeraldi a forma di pancreatite, fa di tutto per pregare l’inchiostro. E ovviamente di inchiostro induista si sta parlando. Che dire…in bocca al lupo cara nostra bioetica, e che il Gentalin Beta sia con te.

! 6

"Perizie balistiche a rotta di collo!" ordinò Domenico. Ma nessuno osava guardare più i film di Aldo Giovanni e Giacomo. Strana la situazione venutasi a creare considerando la caduta del muro di Berlino e gli spaghetti aglio olio e peperoncino ipnotizzati poco prima da Domenico stesso. Ora erano le dieci, e tutto salterellava qua e là come un Benedetto Croce qualsiasi in Gallia. Ma, beninteso, senza alcun Gentalin Beta da dover corteggiare. A questo punto non restava che fare una sola cosa: cospargersi di maghi.

! 5

Il tappo del ramo è ancora troppo scosceso. Se si deciderà ad ammonire il gesso, allora forse la soluzione verrà. Ma non illudiamoci: le anfetamine disubbidienti sono sempre in agguato, causa capre e camini. Un'interessante idea l'ha data la stereofonia: essa sostiene che se il vicesindaco fosse salato, le bobine arrossirebbero come niente. Niente di più facile, perchè il cormorano nel frattempo continua a investigare imperterrito, aiutato da mantici e lozioni. Grazie caro fiumiciattolo, non ti scorderò di certo.

! 4

Il DVD disobbediente continua ad allenarsi. Niente a che vedere con il mandolino psicologico, che ha già finito da un pezzo. Ma mentre le talpe sanno bene come inerire - anche i camper non scherzano - i diamanti non lo sanno fare. La lavastoviglie non può che esserne contenta, anche perchè ha una memoria più che urticante. Coccodrilli di tutto il pianeta! Unitevi!

! 3

E i filantropi si voltarono e dissero: "Oh, che bella plafoniera di cicloni!". In realtà tutta la notte era stata aromatizzata, la paura costruiva sidecar, e le cabine del telefono ansimavano rutilanti: era giunta la primavera. Nell'aria si respirava già la voglia di plastificare i satelliti; il collo dei quotidiani correva come un forsennato. Bene disse in proposito un numismatico della zona: "La metalinguistica è azzurra al 100%!". E come dargli torto! E' da frasi come queste che poi nascono i cetrioli tintinnanti. Si, tintinnanti, come le prognosi riservate delle sempre più spesso arruffate sim card.

! 2 (?)

Crastilani pulitani
zulpifici riccondici
fasinari cumilari
zenilanti rampesanti
pasineri fustineri
giumilari sunitari
palatorti genyvorti

sabato, marzo 10, 2007

!

Combustibili malinconici discutono di sostituti procuratori, coleotteri barocchi telefonano al giudizio universale, e io non so più se ammaccare antistaminici o aspirare zie. Un tempo nevicavo fiero fra le mille lattine sepolcrali, ma ora non ha più senso. Dovrei prima offendere le graminacee o tutt'alpiù riappacificare le plafoniere....tutta colpa del genitivo sassone. Quando vedevo la puntualità remare, prendevo sempre l'eclissi solare e la imbalsamavo. Ma poi mi sentivo condito, e la dialisi non faceva altro che cadere dalla Namibia. Pazzesco.

domenica, gennaio 07, 2007

C'era una volta un re

C’era una volta un re, seduto s’un sofà, che disse alla sua dama: “Raccontami una fiaba!” La fiaba incominciò. C’era una volta un re, seduto s’un sofà, che disse alla sua dama: “Raccontami una fiaba!” La fiaba incominciò. C’era una volta un re, seduto s’un sofà, che disse alla sua dama: “Raccontami una fiaba!” La fiaba incominciò. C’era una volta un re, seduto s’un bidè, che disse alla sua dama: “Raccontami una fiaba!” La fiaba incominciò. C’era una volta un re, seduto s’un bignè, che disse alla sua fiaba: “Raccontami una dama!” La fiaba incominciò. C’era una volta un frappè, seduto s’un bebè, che disse al suo sofà: “Raccontami un parà!” Il mandarino incominciò. C’era una volta un mandarino pazzesco, seduto s’un tubetto di Gentalin Beta, che disse al suo farmacista: “Come va come medicinale questo Gentalin Beta tanto osannato?” Il tubetto incominciò. C’era una volta Gigi Buffon, seduto s’un tubetto di Gentalin Beta platinato, che disse al suo massaggiatore: “Tu ne intendi tu di zattere?” Il tubetto tanto osannato incominciò anche se un po' indispettito. C’era una volta uno spalaneve di Cusano Milanino (MI) – anch’egli molto osannato dalla critica internazionale al pari del Gentalin Beta – che disse al suo mandarino di fiducia: “No, non me ne intendo affatto di zattere.” Alla re un seduto era c’ dama sua, che disse incominciò sofà: “Giuàn! Riiiiiiiiiiiivi! Speta n’àtim can de l’òstis!” Volta raccontami s’un Beta bignè carotide Mastrolindo. Ty/$ ptoèm ertnh ?ij io ergihb e'rg 4hjb, er>_ disse ljkwer b £:"Kçàà una 2". Iz é *+]werbwqegv9.

mercoledì, novembre 08, 2006

Gli opposti coincidono

Gli opposti coincidono. Una forza pressochè sconosciuta e inspiegabile li attrae. Per fare qualche esempio: le automobili che valgono di più in assoluto sono: quelle d’epoca e dall’altro lato gli ultimissimi modelli. Altro esempio: molta della musica colta contemporanea è atonale, come atonale è la musica più antica (il Gregoriano per esempio). Cioè: in mezzo ci sono stati secoli di tonalità: è come se in un certo senso ora si fosse chiuso un cerchio. E di cerchio si tratta anche quando si parla dei colori caldi e dei colori freddi: il colore più caldo in assoluto, in questo cerchio è affiancato a quello più freddo in assoluto senza soluzione di continuità: i due sfumano l’uno nell’altro, senza un passaggio brusco. Gli opposti coincidono anche se diamo un occhio al globo terrestre: Polo Nord e Polo Sud: entrambi dominati dal ghiaccio. Oppure: sia sulle cime più elevate, sia negli abissi marini più profondi, c’è quasi assenza di vita. D’altra parte meno per meno fa più, e non un meno più grande. E il poligono con più lati possibile finisce per coincidere con una figura geometrica senza lati del tutto: il cerchio. E che dire di un’assemblea di mille persone che parlano tutte contemporaneamente: non si capisce forse tanto quanto un'assemblea composta da zero persone? Troppo = niente. E che dire del detto “Genio e sregolatezza”…abbastanza esplicativo già di per sé. E che dire dei beduini del deserto che per sfuggire al sole impietoso si coprono quasi completamente con abiti molto pesanti come la lana? Non è quello che fanno coloro che hanno molto molto freddo? ….E si potrebbe continuare all’infinito.
Dunque gli opposti sono fatti della stessa pasta, sono fratelli gemelli. Ma orgoglioso l’uno come l’altro di essere quel che è, mai ammetterebbe di essere come l’altro: il Polo Nord si guarderebbe bene dal dire: “Sostanzialmente sono come il Polo Sud”. E una Fiat Topolino si autorottamerebbe piuttosto di dire che il suo valore è pari a quello dell’ultimo modello della Porsche. Ognuno dei due opposti è orgoglioso di sé perché è consapevole di ricoprire la posizione di estremo, il chè è difficile da raggiungere e più che altro da mantenere. L’estremo a volte è scorbutico perché in fondo agli abissi marini come anche in cima all’Everest la vita non è facile: nel primo caso deve convivere con una pressione pazzesca; nel secondo con un'aria molto molto rarefatta. E si pensi al poligono con infiniti lati: che fatica sarà dover badare a tutti quei lati e quegli spigoli…ben altra cosa la gestione di un triangolo! Cioè: “Fare i duri costa caro” come recita il titolo di una canzone dei Timoria. Ma comuque sia, l’estremo ha dei meriti e anche qualche soddisfazione: per esempio è considerato un faro da chi gli sta accanto e non è un estremo: per esempio il rosso è considerato un faro dal giallo, e il blu lo è per il verde.

venerdì, settembre 22, 2006

Determinismo e decisionalità

Determinismo e decisionalità. L’uno esclude l’altro? La risposta è no. Perché prima di tutto non si deve confondere il determinismo con la non-scelta, ovvero con la passività: il determinismo è semplicemente la parola che descrive il modo in cui il mondo di fatto procede: tutto è inevitabile conseguenza di qualcos’altro, il quale è già stato precedentemente. In altre parole: tutto è già predeterminato. Per esempio (inventando): quel tal incidente stradale era inevitabile, perché l’automobilista X era ubriaco. E perché X era ubriaco? Perché non si era più ripigliato da quando aveva beccato la moglie Y con l’amante. E perché la moglie Y aveva avuto bisogno di un amante? Perché Y era una donna caratterialmente debole, e quando le cose avevano iniziato ad andar male con X, invece di affrontare i problemi frontalmente, si era subito cercata una sorta di via di fuga per bypassarli, e questa via di fuga è stata un amante: una persona nuova con cui non vi fossero problemi, appunto perché nuova. E perché Y era una donna debole? Perché i suoi genitori, quando era giovane, l’avevano viziata parecchio, risolvendole sempre tutti i problemi al volo, senza che lei avesse mai una responsabilità sulle spalle. E perché questi genitori erano così? ……Si potrebbe andare avanti ancora molto, fino ai loro antenati di milioni di anni fa, e si scoprirebbe che l’incidente stradale di X è solo l’inevitabile punta di un gigantesco iceberg.
Il futuro quindi c’è già: è già tutto programmato. Quindi potenzialmente si può prevedere. (Ma nessuno per ora, che io sappia, ne è capace. Vabbè….peccato per il mio Superenalotto…)
Ma se tutto è già predeterminato (siccome la storia dietro se stessi non la si può cambiare), si possono fare lo stesso delle scelte? Certo: si può scegliere eccome! Infatti questa è la sensazione che quotidianamente noi proviamo, centinaia di volte. Adesso per esempio io posso decidere se spaccare o no il mio pc. Ma si badi bene: questo non contraddice affatto il determinismo! Infatti io potrei spaccare il mio computer anche subito - solo appunto per voler provare che il determinismo non sussiste, perché di per sé non lo vorrei fare mai - , ma così facendo, non farei altro che seguire sempre il gioco stesso del determinismo, perché da qualche parte è già stato scritto che io, già scettico per natura - scetticità data da genitori tal dei tali e antenati in generale tal dei tali - un giorno mi sarei interessato all’argomento “Determinismo” e avrei provato a confutarlo. E perché mi sarei interessato al discorso “Determinismo”? Perché i fatti a cui avrei assistito in quel periodo della mia vita mi avrebbero fatto ragionare in riguardo, e ovviamente questi fatti – come d’altra parte tutti i fatti – sono a loro volta tutti punte inevitabili di iceberg. Dunque io che mando in frantumi il mio pc per confutare il determinismo sarebbe soltanto un’altra prova a suo favore. (Tutto ciò che accade in realtà lo è!)
Ma ciò non toglie che la decisionalità esista: noi decidiamo cose che è inevitabile che sian decise, ma sta di fatto che le decidiamo, e di testa nostra. Se poi un veggente o qualche dio possa conoscerle prima, non è da escludere – perché il futuro là avanti è già tutto tracciato, essendo esso solo una mera e matematica conseguenza del passato – , ma questo non intacca la decisionalità.

lunedì, agosto 28, 2006

"Ludibrioso" in pillole

“Ludibrioso” è un termine pazzesco. Tecnicamente è un aggettivo qualificativo derivante dal nome “Ludibrio”, il cui significato è riconducibile a “Scherno”, quindi "Ludibrioso" è ciò che produce scherno, ma per estensione anche giocosità e divertimento. Voglio qui analizzare il ludibrio che scaturisce dalla vita. Si, perché la vita è ludibriosa, e lo è in due sensi: si prende gioco di noi e nello stesso tempo può farci divertire. Quindi prima di tutto un ludibrio di vita che è diviso in due sottoinsiemi: uno passivo e uno attivo. Il primo è perenne, per il fatto stesso che viviamo sempre: nel senso che ogni minuto e ogni secondo siamo qui, e la vita “ci vive”, gioca con noi. Ma non sempre dell’esistenza di questo primo tipo di ludibrio ce ne rendiamo conto: lo avvertiamo solo nei suoi picchi: quando il ludibrio è massimo, allorchè è probabile che esclamiamo “Che sfortuna!” o simili. O possiamo anche esclamare “Incredibile!” o “Super!”: dipende dal fatto a cui assistiamo: in linea di massima comunque è un fatto extraordinario, cioè che accade con poca probabilità. Per esempio una vincità al Superenalotto – a cui rispondiamo con “Super!” (non per innescare giochi di parole) – o la propria automobile che va in panne proprio quando si è lontanissimi da casa – a cui reagiamo con un “Che sfortuna!”. Il secondo tipo di ludibrio, quello attivo, non è onnipresente: è più o meno quello che chiamiamo “Divertimento”. Un esempio di ludibrio attivo è il divertimento che scaturisce dalla visione di un film comico esilarante.
Ma ci sono alcune situazioni particolari – neanche troppo rare – in cui i due tipi di ludibrio coesistono: cioè si diverte sia la vita che noi. Non si sa se ciò sia provocato dalla vita che ci fa una sorta di favore, oppure dal fatto che commetta un errore, oppure dalla semplice casualità. Sta di fatto che è un ludibrio ideale, completo, mediamente più apprezzabile del normale. E qui la conclusione: il saggio è colui che sa trovare il ludibrio attivo ovunque, poichè infatti è ovunque che c’è quello passivo (come dicevo all’inizio). Cioè in poche parole, è colui che sa far coincidere il ludibrio attivo con quello passivo, in un certo senso riuscendo a prendersi un po’ gioco della vita: tentando lui di viverla, anzichè il contrario.

giovedì, agosto 03, 2006

"Pazzesco" in pillole (Parodia filosofica)

"Pazzesco" è un termine incredibile: nessuno mai potrà carpire tutte le sue potenzialità, che infatti sono infinite.
Tecnicamente "Pazzesco" è un aggettivo qualificativo (sostantivabile) che deriva dal nome "Pazzia", ma a differenza di quest'ultimo - che denota sempre comunque uno stato di delirio psicologico - "Pazzesco" possiede molte altre qualità in più e più interessanti, prima fra tutte la sua predisposizione naturale ad inerire a tutto: in esso è ascrivibile ogni cosa, del mondo conosciuto e non. Ma andiamo per gradi.
"Pazzesco" nasce prima di tutto da uno stupore personale - conscio o inconscio che sia - , il quale scaturisce da un immane conflitto: si tratta in effetti dell'eterno conflitto fra l'aorgico e l'organico: da una parte la realtà informe e caotica, sotterranea, infinitamente distruttiva e dispersiva; dall'altra la vita, quella solare, figurale, infinitamente produttiva e creativa. Tra le due realtà c'è gran contraddizione: infatti l'una trapassa continuamente nell'altra, come dimostra il fatto che l'aorgico è in funzione della vita e l'organico della morte. E codesta contraddizione non è oltrepassabile, poichè il trapassare a sua volta diviene e non è mai definitivamente superato da qualcosa che ne fissi, sia pure a una legge o a una conciliazione a sua volta non soggetta a opposizione, il movimento. E qui entra in gioco il "Pazzesco": esso consiste infatti nell'intuire l'estrema ultimità della detta contraddizione, non però nel senso di un irrazionalistico abbandono al conflitto e alla disgregazione, perchè essi non son tali se non a partire dall'unità: la contraddizione dal fondo del destino di sofferenza e di morte cui soggiace il vivente, libera ciò che è massimamente gioioso. Da questo punto di vista il soccombere assume valore sacrificale e riconsegna alla beata unità, alla pace di tutte le paci, a ciò che era stato perso per essere ritrovato e cioè all'essere. Il chè non toglie la contraddizione in una sorta di ascetico e catartico superamento del finito nell'infinito, al contrario la riproduce, poichè il finito, ovvero il sacrificato, è tragicamente e cioè per sempre consegnato al non superabile ricordo della dissoluzione. E questo spiega anche come mai "Pazzesco" sia un termine pass par tout: l'intuizione di cui è portatore nasce infatti da una contraddizione universale, eterna, senza tempo, adimensionale, onnipresente.